non solo imago
Saggi sulla fotografia

Rosalind Krauss, Teoria e storia della fotografia, Bruno Mondadori

Gisèle Freund, Fotografia e società, Einaudi

Walter Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Einaudi

Susan sontag, Sulla fotografia, Einaudi

Roland Barthes, La Camera Chiara, Einaudi

Roland Barthes L’ovvio e l’ottuso, Einaudi

Franco Vaccai, Fotografia e inconscio tecnologico, Agorà

Vilem Flusser, Per una filosofia della fotografia, Agorà

Heinrich Schwarz, Arte e Fotografia, Boringheri

Pierre Bordieu, La Fotografia, Guaraldi

Peter Galassi, Prima della Fotografia, Boringheri

Aaron Scharf, Arte e Fotografia, Einaudi

Luigi Ghirri, Niente di Antico sotto il Sole, SEI

Elio Graziali, Corpo e figura Umana nella fotografia, Mondadori

Philippe Dubois, L’atto fotografico, Quattro Venti

Claudio Marra, Fotografia e Pittura nel Novecento, Bruno Mondadori

Roberto Signorini, Arte del Fotografico, CRT

Federica Muzzarelli, Formato Tessera, Bruno Mondadori

Roberta Valtorta, E’ contemporanea la fotografia?, Lupetti, Museo di Fotografia Contemporanea

Roberta Valtorta, Volti della Fotografia, scritti sulle trasformazioni di un arte contemporanea, Skira

Roberta Valtorta, Pagine di Fotografia Italiana, 1900-1998

Sergio Giusti, La caverna chiara, Lupetti

Giacomo Daniele Fragapane, Punto di fuga. Il realismo fotografico e l’immagine digitale, Bulloni

Jean Marie Schaffer, L’immagine precaria, CLUEBB

Diego Mormorio, Gli scrittori e la fotografia, Editori Riuniti

Nathan Lyons, Fotografi sulla Fotografia, Agorà

Italo Zannier/Paolo Costantitni, Cultura Fotografica in Italia 1839-1949, Franco Angeli

Claudio Marra, Le idee della Fotografia, Bruno Mondadori
Italo Zannier, Leggere la fotografia, La Nuova Italia ScientificaRosalind Krauss, Teoria e storia della fotografia, Bruno Mondadori

Gisèle Freund, Fotografia e società, Einaudi

Walter Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Einaudi

Susan sontag, Sulla fotografia, Einaudi

Roland Barthes, La Camera Chiara, Einaudi

Roland Barthes L’ovvio e l’ottuso, Einaudi

Franco Vaccai, Fotografia e inconscio tecnologico, Agorà

Vilem Flusser, Per una filosofia della fotografia, Agorà

Heinrich Schwarz, Arte e Fotografia, Boringheri

Pierre Bordieu, La Fotografia, Guaraldi

Peter Galassi, Prima della Fotografia, Boringheri

Aaron Scharf, Arte e Fotografia, Einaudi

Luigi Ghirri, Niente di Antico sotto il Sole, SEI

Elio Graziali, Corpo e figura Umana nella fotografia, Mondadori

Philippe Dubois, L’atto fotografico, Quattro Venti

Claudio Marra, Fotografia e Pittura nel Novecento, Bruno Mondadori

Roberto Signorini, Arte del Fotografico, CRT

Federica Muzzarelli, Formato Tessera, Bruno Mondadori

Roberta Valtorta, E’ contemporanea la fotografia?, Lupetti, Museo di Fotografia Contemporanea

Roberta Valtorta, Volti della Fotografia, scritti sulle trasformazioni di un arte contemporanea, Skira

Roberta Valtorta, Pagine di Fotografia Italiana, 1900-1998

Sergio Giusti, La caverna chiara, Lupetti

Giacomo Daniele Fragapane, Punto di fuga. Il realismo fotografico e l’immagine digitale, Bulloni

Jean Marie Schaffer, L’immagine precaria, CLUEBB

Diego Mormorio, Gli scrittori e la fotografia, Editori Riuniti

Nathan Lyons, Fotografi sulla Fotografia, Agorà

Italo Zannier/Paolo Costantitni, Cultura Fotografica in Italia 1839-1949, Franco Angeli

Claudio Marra, Le idee della Fotografia, Bruno Mondadori
Italo Zannier, Leggere la fotografia, La Nuova Italia Scientifica


Robert Mapplethorpe: La “Perfezione nella Forma”

Le fotografie di Mapplethorpe nel museo di Michelangelo, il tempio della Forma. A 20 anni dalla morte dell’artista, la Galleria dell’Accademia ne celebra il talento con una mostra di 91 immagini per la prima volta accostate alla più emblematica delle icone rinascimentali. Le studiate pose di Lisa, Lydia, Ken, Tyler, Thomas, Ajitto evidenziano un procedimento costruttivo di tipo scultoreo e in tal senso rimandano al David e ai capolavori della pittura fiorentina. Tra corpo umano e natura morta, due mondi dialogano oltre il tempo, lo spazio, le culture. Il Novecento cerca risposte nella civiltà dell’Umanesimo.
Citare Michelangelo e l’arte del Rinascimento a proposito di Mapplethorpe è tutt’altro che una novità. Molti si fermano alla somiglianza occasionale e del tutto esteriore di posizioni, muscoli e forme, ma l’analogia vera consiste nell’istanza profonda che spinge all’atto creativo, nel bisogno di dominare la natura attraverso una regola imposta, svincolata dal punto di vista emotivo od ottico dell’artista. “My work is about order”, ha detto Mapplethorpe. Aggiungendo: “I am looking for perfection in form".
Queste considerazioni conducono al teorema che sta alla base della mostra, l’assunto che ne fornisce la chiave di lettura: non esiste una vera rottura fra arte classica e arte contemporanea. Esistono invece fasi storiche (e il Novecento lo è) in cui i cambiamenti nel modo di concepire e di percepire la creazione artistica sono più veloci e radicali. E tuttavia, continuano a rimanere vive delle linee di continuità in relazione alle quali i grandi artisti del passato e quelli dell’oggi (il passato di domani) sono sempre in grado di trovare un linguaggio comune, pur nella diversa sensibilità.
Di conseguenza, la scelta delle opere da esporre si è indirizzata verso le fotografie in cui l’artista esprime meglio la sua sensibilità classica nella costruzione di una forma astratta e sintetica, espressione in sé di perfezione. La mostra offre quindi l’opportunità di riflettere ancora una volta su un tema fondamentale per gli artisti di tutti i tempi e in particolare per Michelangelo, verso cui Mapplethorpe dimostrò sempre grande interesse: il tema della forma e della sua relazione con l’Idea in essa contenuta.
Le fotografie sono raccolte in sei cinque sezioni, quattro nell’area della mostra, una dislocata nel Museo. Ogni sezione affronta un aspetto dell’unico grande tema della Forma intesa come valore a sé, scissa sia dal contenuto oggettivo, cioè dal soggetto rappresentato, sia dal contenuto soggettivo, cioè dal carico di esperienza personale (emotiva, cognitiva o quant’altro), che si veicola attraverso l’immagine: la Forma scultorea, la geometria della Forma, la Forma e il suo doppio, il frammento come Forma.
Alle 91 opere di Mapplethorpe se ne affiancano alcune di Michelangelo (quattro disegni e un bozzetto, oltre al David, ai quattro Prigioni e il dipinto Venere e Amore) e il Ratto delle Sabine del Giambologna. Completano l’esposizione alcune opere di artisti cui Mapplethorpe fa riferimento nel corso della sua vita e del suo lavoro (Brice Marden, Man Ray, Ettore Spalletti e Andy Warhol).

Scheda a cura di Franca Falletti e Jonathan Nelson
http://www.polomuseale.firenze.it/mostre/mostra.asp?id=166

Orari e biglietti
da martedì a domenica: 8.15 - 18.15
Biglietti:

Intero: 6.50 euro

Ridotto: 3.25 euro; cittadini dell’Unione europea di età compresa tra 18 e 25 anni (presentare documento d’identità); docenti delle scuole statali italiane con incarico a tempo indeterminato (presentare idonea documentazione)

Gratuito: i cittadini dell’Unione europea di età inferiore a 18 anni e superiore a 65 anni. I visitatori minori di anni 12 devono essere accompagnati.
I gruppi di studenti delle scuole italiane statali e non statali e degli altri Stati appartenenti all’Unione europea, accompagnati dai loro insegnanti, previa prenotazione, nel contingente stabilito dal capo dell’istituto.
I docenti e gli studenti delle facoltà di architettura, di conservazione dei beni culturali , di scienze della formazione e dei corsi di laurea in lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico o storico-artistico, delle facoltà di lettere e filosofia (gli studenti devono presentare certificato d’iscrizione all’anno accademico in corso).
I docenti e gli studenti delle Accademie di belle arti (gli studenti devono presentare certificato d’iscrizione all’anno accademico in corso).
Le guide turistiche nell’esercizio della propria attività professionale (esibire una valida licenza, rilasciata dalla competente autorità).
Gli interpreti turistici, quando occorra la loro opera a fianco della guida (esibire una valida licenza rilasciata dalla competente autorità).
Il personale del Ministero per i Beni e le Attività culturali.
I membri dell’ICOM (International Council of Museums).
Per ragioni di studio e di ricerca, attestate da istituzioni scolastiche o universitarie, da accademie, da istituti di ricerca e di cultura italiani o stranieri, da organi del Ministero per i Beni e le Attività culturali, ovvero per particolari e motivate esigenze, i capi degli istituti possono consentire ai soggetti che ne facciano richiesta l’ingresso gratuito per periodi determinati





Henri Cartier-Bresson Classic Biografia dello sguardo

Lo Shenker Culture Club, in collaborazione con Photology, celebra il centenario della nascita del leggendario fotografo Henri Cartier-Bresson con l'esposizione di suoi famosi scatti.

Shenker Culture Club, Piazza di Spagna 66, Roma
Ingresso libero
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 19:00
sabato dalle 10:00 alle 13:00 / chiuso domenica
www.shenker.com


Bernd & Hilla Becher - At Museo Morandi

Il Museo Morandi ospita una selezione di 165 immagini raggruppate in 14 Tipologie di soggetti abitualmente al centro dei loro scatti: altiforni, fornaci da calce, torri di estrazione, serbatoi, torri di raffreddamento, gasometri

Museo Moranti – Palazzo D’Accursio, Piazza Maggiore 6, Bologna
Biglietti: ingresso libero
Orario: martedì – venerdì 9.00 - 18.30, sabato, domenica e festivi 10.00 – 18.30, chiuso lunedì non festivi, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
www.museomorandi.it


Carlo Molino. A occhio nudo

Il Museo Nazionale Alinari Della Fotografia celebra con un’importante
retrospettiva l’opera fotografica di Carlo Mollino, protagonista del design, dell’architettura e della fotografia del ‘900, riconosciuto dal mercato come il più ambito autore del secolo appena trascorso.

MNAF, Piazza Di Santa Maria Novella 14ar, Firenze
Biglietti: Intero 6 euro, ridotto 5 euro, scuole 4 euro. Gratis bambini fino a
5 anni
Orario: ore 10 -19 (chiuso il mercoledi)
www.alinarifondazione.it


Letizia Battaglia. Una vita contro la mafia

All’interno di “Orvieto Fotografia 2009” il Palazzo dei Sette ospita alcuni lavori di Letizia Battaglia.

PALAZZO DEI SETTE, Corso Cavour 87 Orvieto
Biglietti: ingresso libero
Orario: da martedì a domenica ore 10:30 – 13:00 e 14:30 – 17:00
www.palazzodeisette.com


Robert Capa - Così è la guerra! / Gerda Taro - War photography and propaganda are inseparable!

Il FORMA – Centro Internazionale di Fotografia ospita una mostra monumentale, di quasi 300 immagini, dedicata a Robert Capa e al suo incomparabile lavoro di fotogiornalista. Accanto alla mostra di Robert Capa, per la prima volta, inaugura in contemporanea la retrospettiva della fotografa Gerda Taro. Conosciuta soprattutto per essere stata la compagna di Capa.

FORMA - Piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano
Biglietti: Intero: 7,50 euro, ridotto 6,00 euro, scuole 4,00 euro
Orario: Tutti i giorni dalle 11 alle 21, Giovedì e Venerdì dalle 11 alle 23, lunedì chiuso
www.formafoto.it


I Macchiaioli e la fotografia

a Firenze fino al 15 febbraio 2009


Realizzata in collaborazione con la Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia, la mostra propone un inedito dialogo tra pittura e fotografia: i dipinti di Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Odoardo Borrani a confronto con immagini fotografiche d’epoca.
Nell'Ottocento la fotografia ha particolarmente influenzato la percezione degli artisti, ma allo stesso tempo il nuovo mezzo per la rappresentazione della ‘realtà’ ha fatto propri canoni estetici e regole dettati dalla pittura. Tanto da poter sostenere che la stessa invenzione della fotografia nasce come inevitabile trasformazione delle prospettive artistiche, alla ricerca di immagini colte dall'occhio piuttosto che dalla mente.
La poetica della luce, già elemento essenziale e imprescindibile della ricerca fotografica, è uno dei riferimenti più significativi della cultura pittorica della metà dell’Ottocento, a cominciare dalle ricerche dei Macchiaioli. Questa poetica diviene quindi chiave di lettura del percorso critico della mostra che, per la prima volta, mette a confronto tra loro gli interpreti che parteciparono e resero vivo il dialogo tra pittura e fotografia, che animò in Toscana la cultura artistica intorno al Caffé Michelangiolo.
Particolarmente significativo è, infatti, il forte legame che si instaurò tra il gruppo dei pittori della ‘macchia’ e i fotografi Alinari, in special modo Vittorio: basti ricordare la testimonianza di Diego Martelli che, nella sua dedica In memoria dei tre galantuomini che tali furono i fratelIi Alinari, fa riferimento al mecenatismo dei noti fotografi in favore dei pittori toscani.
Illuminante, in proposito, il carteggio fra Romualdo Alinari e Telemaco Signorini, che insieme ad altri documenti epistolari e fotografici testimonia dei legami e della pratica esistente tra il loro modo di operare e la coeva produzione fotografica.
La mostra presenterà dunque alcuni quadri dei pittori più direttamente coinvolti - Signorini, Fattori, Borrani - mettendoli a confronto con una serie di fotografie originali d'epoca, in parte provenienti dai loro archivi o da quelli di altri fotografi.


alla M.N.A.F, piazza Santa Maria Novella 14a
Orario: 9,30-19,30; sabato chiusura ore 23,30; chiuso il mercoledì.


[testo tratto da www.firenzeperfattori.it]


FACES Ritratti nella fotografia del XX° Secolo

a Lucca fino al 31 gennaio 2009


Per la prima volta in Italia viene ripercorsa in una mostra la storia della fotografia di ritratto nel XX° secolo, attraverso circa 140 opere di 17 artisti, da Edward Steichen ad Andy Warhol e oltre.
Il ritratto è un genere che ha accompagnato la storia delle arti figurative fino dalle origini e che ancora oggi riveste un ruolo centrale nella produzione artistica contemporanea.
Quella di “ritratto ambientato” è una definizione che risale alla metà del ‘900, ma in realtà la sua pratica si sviluppa ben prima, e questa mostra intende porre in luce questo elemento della ritrattistica fotografica novecentesca, confermando ulteriormente il legame con la tradizione pittorica e la capacità di innovazione del mezzo.

La mostra si struttura attraverso la presentazione dell’opera di 17 autori:
Edward Steichen, August Sander, Edward Curtis, Ernest J. Bellocq, Paul Strand, Dorothea Lange, Arnold Newman, Ugo Mulas, Diane Arbus, Andy Warhol, Larry Clark, Malick Sidibé, Bill Owens, Ed Van Der Elsken, Jitka Hanzlova, Boris Mikhailov, Adam Broomberg & Oliver Chanarin.
Ogni autore viene rappresentato con una importante serie di immagini, in modo da rendere percepibili, sebbene nella naturale selettività delle scelte, le caratteristiche primarie delle singole poetiche. Le opere provengono da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, fra cui il San Francisco Museum of Modern Art, la Aperture Foundation di New York, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, il Nederlands Fotomuseum di Rotterdam, l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh. Appartengono inoltre alla George Eastman House di Rochester 31 delle opere in mostra. Numerose opere provengono infine da primarie collezioni private italiane e straniere e in alcuni casi dai fotografi stessi, coinvolti direttamente nella selezione delle immagini.
In mostra saranno esposte immagini divenute icone non soltanto della storia della fotografia mondiale, ma anche dell’intero secolo passato, quali la celebre fotografia “A flower girl at a wedding” di Diane Arbus, il ritratto di Isadora Duncan di Edward Steichen e la serie su Marcel Duchamp di Ugo Mulas. A queste saranno affiancate alcune opere rare di esponenti altrettanto importanti della ricerca artistica internazionale, fra cui alcuni scatti ancora sconosciuti al grande pubblico realizzati a Luzzara da Paul Strand nell’ambito del progetto di “Un paese” e conservati presso la casa di Zavattini, oltre alle istantanee di Andy Warhol ripreso nel letto d’ospedale. La mostra prende avvio con un ideale confronto tra i ritratti borghesi di Steichen e quelli dedicati alle popolazioni dei nativi americani di Edward Curtis, individuando così due poli che saranno sempre al centro della ritrattistica ambientata nel corso del secolo. Una selezione di immagini di August Sander, provenienti dall'Archivio Sander conservato alla SK Stiftung di Colonia permettono poi di vedere il lavoro di quello che è stato considerato il più grande ritrattista del XX secolo, e non manca l'America rurale degli anni Trenta, ritratta con grande partecipazione emotiva da Dorothea Lange in una serie di storici scatti tratti dal progetto FSA provenienti dalla George Eastman House di Rochester. Naturalmente è presente in mostra anche Arnold Newman, il fotografo americano per il quale, nel corso degli anni Cinquanta, è stato coniato il termine di “ritratto ambientato” e che nella selezione in mostra propone una carrellata di volti noti degli artisti e dei fotografi del periodo, da Georgia O’Keeffe ad Ansel Adams.
Una particolare attenzione è dedicata anche al decennio degli anni Settanta, che ha visto una autentica rivoluzione dei costumi che si riflette anche nella ritrattistica fotografica. A questo proposito si possono citare le fondamentali serie di Larry Clark, “Tulsa”, autentica pietra miliare della fotografia del XX secolo, le immagini dedicate alla middle class americana da Bill Owens e gli straordinari ritratti di Ed van der Elsken, del quale verrà presentata la proiezione di oltre cinquanta diapositive che rendono appieno il clima di quegli anni. Il percorso cronologico della mostra si conclude con la presenza dei lavori di autori delle ultime generazioni, fra cui in particolare Jitka Hanzlova e Adam Broomberg & Oliver Chanarin, che dimostrano il permanere di questa modalità rappresentativa nella pratica attuale e ne evidenziano le più recentideclinazioni.

alla Fondazione Ragghianti, via San Micheletto 3
Orario: tutti i giorni 10,00 – 19,30
Biglietto: intero €. 7,00 – ridotto €. 5,00


[testo tratto da www.fondazioneragghianti.it]


Alberto Burri

a Milano fino all'8 febbraio 2009


La mostra, a cura di Maurizio Calvesi e Chiara Sarteanesi, attraverso opere storiche e opere inedite per l’Italia altre in assoluto, presenta l’artista, l’uomo e le influenze che ha esercitato sulla cultura dell’epoca: una selezione di capolavori, che non si limitano alle più note creazioni degli anni cinquanta, ma testimoniano l’intero svolgimento, nei decenni successivi, dell’opera di Burri e della sua capacità di rinnovamento.
È dal 1984 che Milano non vede una mostra di Alberto Burri. Nel 1989, infatti, l’artista dichiarò che non avrebbe mai più esposto a Milano in aperta polemica con l’amministrazione cittadina che aveva autorizzato la distruzione del Teatro Continuo, struttura progettata da Burri nel 1973 nel parco Sempione in occasione della XV Triennale.
Assume così un’importanza rilevante l’omaggio della Triennale, anche per la presenza del ciclo dei Neri (1986-1987), cellotex mai esposti precedentemente in nessuna sede, e del ciclo Architetture con cactus (1991) presentato al pubblico nel 1992 ad Atene e fra la fine del 1994 e l’inizio del 1995 presso l’Istituto Italiano di Cultura a Madrid, ma sconosciuto al pubblico italiano.
La mostra si articola su due piani su una superficie totale di 2500 mq.
Il percorso si snoda attraverso tutte le fasi di produzione dell’artista e ha un andamento cronologico.
A partire dal piano terra, le prime sei sale offrono un panorama della prima attività del pittore: i catrami, le muffe, i gobbi, i sacchi, i legni e i ferri e combustioni.
Questi lavori costituiscono la premessa storica alle creazioni degli ultimi vent’anni dell’artista: i Cellotex, indagati nei loro molteplici aspetti epresentati nelle successive sale del piano terra e del primo piano.
I primi Cellotex sono dipinti interamente, quelli realizzati in seguito lasciano invece intravedere il supporto che diventa parte integrante dell’opera con il colore stesso del materiale, che contribuisce in maniera determinante alla composizione pittorica.
La fase finale di questa sezione presenta cellotex con inserti di oro in foglia: risplende nelle superfici in nero opaco nella serie del Nero e Oro del 1993ed evidenzia le crepe scabre dei cretti nella serie Cretto Nero e Oro del 1994.
Al primo piano si distinguono il ciclo Architetture con cactus, composto da dieci cellotex di 2,50 x 3,50 m e il ciclo dei Neri, costituito da 10 cellotex di 1,30 x 2,50 m.
Si tratta di opere di grandi dimensioni che mettono in luce gli ultimi anni di attività di Burri, scelte in relazione ai grandi spazi della Triennale, tenendo conto della sensibilità che l’artista aveva nel concepire le proprie opere in relazione agli spazi espositivi.
A Burri si deve l’apertura radicalmente innovativa a livello internazionale verso l’impiego di materiali extrapittorici la cui influenza ha caratterizzato l’arte fino ai nostri giorni.
Il pittore non ha privilegiato nessun materiale rispetto ad altri: le caratteristiche del quadro non dipendono dalle qualità del materiale usato, ma sono da individuare nella forma e nello spazio. Anche il colore è importante per Burri che predilige i colori puri a quelli più naturalistici, fra questi il nero. L’artista lavora sui contrasti che può ottenere indifferentemente con i colori dei materiali che impiega o con opportune variazioni di superficie.

In mostra anche un altro aspetto poco conosciuto: l’attività di Burri scenografo, presentata attraverso il bozzetto per Spirituals (1963), spettacolo per il quale progetta scene e costumi, prima presenza dell’artista a Milano al Teatro alla Scala, quello per il balletto November steps (1972), prestato dal Teatro dell’opera di Roma, i bozzetti del 1975 per il Tristano e Isotta di Wagner, e la relativa documentazione fotografica della realizzazione degli spettacoli.
Viene documentata, inoltre, parte della produzione seriale dell’artista. Burri è stato un grande sperimentatore anche nell’ambito della grafica, come dimostrano i Monotex, assemblaggi di cartoncini realizzati direttamente dall’artista senza la mediazione dello stampatore.
Un’altra sezione, attraverso fotografie e video di alcuni fra i più noti fotografi e registi d’arte, offre il ritratto dell’uomo Burri: mentre crea con il fuoco e in alcuni momenti della sua vita privata e una documentazione dettagliata sui due spazi espositivi della Fondazione Burri creata dall’artista nella sua città natale: Città di Castello.

alla Triennale di Milano
Orario 10.30-20.30, chiuso il lunedì
Ingresso: 8/6/5 euro


[testo tratto da www.triennale.it]



Due/Cento. Omaggio a Daumier e Fattori

a Pisa fino al 31 gennaio 2009


Con questa mostra, curata da Lucia Tongiorgi Tomasi e Vincenzo Farinella, il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi chiude il 2008 rendendo infatti omaggio a due delle figure più rappresentative dell'arte moderna. La ricorrenza del bicentenario della nascita di Honoré Daumier (1808-1879), l'artista francese che ha segnato in profondità l'immaginario della società ottocentesca con le sue celebri litografie pubblicate sulle pagine dei giornali parigini come "La Caricature" e "Le Charivari", si unisce infatti, per significativa coincidenza, a quella del centenario della scomparsa del livornese Giovanni Fattori (1825-1908), ricordato con una serie di esposizioni in tutta Italia.

La mostra "Due/Cento. Omaggio a Daumier e Fattori" presenta infatti cento litografie di Daumier e cento acqueforti di Fattori provenienti dalla collezione Timpanaro del Gabinetto Disegni e Stampe dell'Università di Pisa e da una importante collezione privata. A queste, riunite in un suggestivo dialogo di linguaggi, motivi e contesti storici, si aggiungono altre preziose opere (tra tutte, il grande cartone preparatorio per il dipinto "Il campo italiano durante la battaglia di Magenta" di Fattori che ispirò Luchino Visconti per la memorabile sequenza della battaglia di Custoza nel film "Senso" del 1954) che documentano la straordinaria modernità di un linguaggio grafico in grado di lasciare esempi tra i più alti nell'arte europea.


a Palazzo Lanfranchi - Museo della Grafica, Lungarno Galileo Galilei 9
Orario 10-12/15-19, chiuso lunedì.
Ingresso 3 euro.


[testo tratto da www.unipi.it]